Condividiamo questa sfida!

Che dire! Sono in pista, sono in corsa ed intendo giocarmi la partita fino in fondo non lesinando energie, con la determinazione, la consapevolezza di un traguardo difficile da raggiungere, ma non impossibile. Ho un vizio:  quando decido di fare una cosa, la devo fare bene, altrimenti lascio stare. Per fare bene le cose ci devi mettere la passione, ed è pur vero che la passione non appartiene al mondo della meccanica, la passione si alimenta nel mondo dei sogni. D’altra parte, provate solo ad immaginare:  cosa sarebbe lo stesso scorrere della nostra esistenza senza i sogni? La stessa politica senza i sogni, senza le ideologie, le passioni, si riduce ad una mera, cinica gestione del potere, esattamente come oggi.
Il mio sogno è quello di costruire le condizioni reali al fine di occuparsi concretamente degli altri, attraverso fatti e azioni concrete. La politica quindi come mezzo per vivere una vita per gli altri, ritrovando in definitiva lo stesso senso della propria esistenza.
So bene che un  sogno, specie nel nostro caso,  può avverarsi a patto che diventi un sogno condiviso da tanti. È  per questo che vi chiedo di condividere questa mia sfida, fate circolare le idee, le notizie, parlatene in famiglia, con gli amici, per strada. Ricordate  che il futuro è nelle nostre mani, solo noi con le nostre azioni possiamo cambiarlo – e allora la sfida è quella di ripulire la politica dai mestieranti della politica, dai soliti volti noti  di sempre: macchine da soldi, il solito pieno di voti, tante grazie e chi s’è visto s’è visto.
Facciamo pulizia di una  politica che si occupa solo dei politicanti, che vive separata dalla vita reale, che non sa “viaggiare” oltre le miserie del presente. Voglio  una politica che cammina per le città del mondo, che guarda negli occhi di ogni persona, che sa essere curiosa e aperta, che coltiva la memoria collettiva, che non ha paura di spezzare la rete dei pregiudizi. Mi piace un’altra politica: che parla del lavoro che non c’è e di quello (spesso cattivo ) che c’è – che ci racconta il dolore e la speranza che abitano le nostre periferie –che dice anche le parole di chi ha solo silenzio nel proprio cuore.
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Il buio è FITTO, ma il disegno è PALESE

Il futuro è nelle tue mani, cambialo! Ripuliamo la politica

Ho accettato questa sfida per non lasciare via libera ai soliti politicanti, alle armate del centrodestra che avanzano a suon di moneta, regali, magnate, false promesse, clientelismo, insomma, è la storia che si ripete. Sono candidato nella lista della federazione della sinistra -verdi, una lista  di persone nuove, tutte candidate per la prima volta alla regione, e questo non è poco.

Ci sono almeno 2 motivi concreti per sostenere Vendola, si tratta delle nostre tasche e della salute: 1)il centrodestra, così come da piano berlusconi, approvato a gennaio dal governo, vorrebbe vendere la nostra acqua ai privati, immaginate cosa succederà. 2)per fermare la decisione scellerata del nucleare, pare che secondo i piani, potrebbe essere interessata addirittura la nostra zona.

In molti faranno appello al cosiddetto voto utile,  “è un voto buttato, non può farcela” . Niente di più falso, sono in gioco come e più degli altri(in un piccolo raggruppamento potrebbero bastare anche 1000 voti), in ultima analisi è cmq un voto utile per Vendola.

Enzo lo conoscete, confido  nel vostro sostegno.

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Meno male che enzo c’è…..!?&%£?

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Paolo Ferrero, segretario di rifcom, una persona a modo, umile, educato, tranquillo, mi piace. Naturalmente tutto ciò, secondo certi canoni, non fa rima con carisma. e chi se ne frega dei canoni!!!!!!!

Il Parco Nazionale del Gargano finanzia la realizzazione di un vivaio forestale per la produzione di piante autoctone. Ancora un’occasione persa per Lesina

Il Parco Nazionale del Gargano e il Consorzio di Bonifica Montana del Gargano hanno siglato una convenzione per il ripristino e la gestione di un vivaio forestale, finalizzato alla produzione di piante autoctone, e per la realizzazione di un orto botanico da destinare alla conservazione di specie vegetali a rischio di estinzione (conservazione ex situ).
Il vivaio sarà realizzato presso la sede storica del Consorzio in Borgo Celano (San Marco in Lamis) e sarà suddiviso in tre settori: produzione di piantine da cedere a prezzo di costo alle coooperative ed alle imprese che effettuano interventi di rimboschimento e di Ingegneria naturalistica nell’area del Parco; orto botanico delle specie rare e minacciate della flora garganica; conservazione delle varietà fruttifere in via di scomparsa (pomarium). Il tutto è dunque finalizzato alla conservazione della Biodiversità vegetale che caratterizza il Gargano.
Il Parco finanzia l’intervento e collabora alla stesura della progettazione preliminare mentre il Consorzio di Bonifica Montana del Gargano, oltre che alla progettazione ed alla direzione dei lavori, provvederà anche all’esecuzione in amministrazione diretta dei lavori di realizzazione e alla gestione del vivaio. Trattandosi inoltre di attività con elevata valenza sperimentale e divulgative, il Consorzio si è anche impegnato a sottoscrivere con il Museo Orto Botanico dell’Università degli Studi di Bari una specifica convenzione finalizzata ad assicurare il supporto scientifico all’iniziativa e la certificazione della stessa in sintonia con il “Piano d’azione per i Giardini botanici dell’Unione Europea”. “Con questa iniziativa - ha detto il Presidente del Consorzio di Bonifica Montana del Gargano, Giancarlo Frattarolo – l’ente consortile rafforza l’azione di presenza e servizio sul territorio, mettendo a disposizione dell’intera collettività la sua sede storica per un’attività di grande valenza didattica ed in grado quindi di favorire la diffusione delle tecniche di moltiplicazione, ma soprattutto la conoscenza del nostro patrimonio naturalistico, in modo particolare per le giovani generazioni. “Un fattivo esempio di sinergia istituzionale - ha sottolineato il Presidente del Parco Nazionale del Gargano, Giandiego Gatta - per far convergere risorse e professionalità sul tema sempre più attuale della tutela della biodiversità e contribuire nel contempo alla valorizzazione delle specie forestali autoctone.”

il nucleare? Per gli amici.

Entro il 15 Febbraio bisogna varare almeno i primi decreti che  riguardano i criteri per l’individuazione dei siti, gli oneri per le compensazioni locali e lo statuto dell’agenzia per la sicurezza nucleare come previsto dalla delega al governo varato la scorsa estate. Tutta questa fretta solo per non far decadere la delega e garantire gli amici. Che le centrali saranno costruite con capitale privato è una favola,  infatti non è un caso che la spinta più forte al nucleare  viene dai paesi dove l’energia gode di finanziamenti pubblici. L’AREVA, la multinazionale Francese,  in Canada, sta concludendo una commessa per un reattore al costo di 11 miliardi di dollari, l’ENEL per costruirne 4 in Italia deve mettere in conto almeno 30 o 40 miliardi di euro e siccome l’ENEL questi soldi non li ha, saranno i cittadini a pagare, come già oggi paghiamo 400 milioni di euro sulle bollette per smaltire le scorie delle vecchie centrali che non sono state ancora smaltite. Ci sarà un motivo se negli Stati Uniti, dove la produzione di energia elettrica è totalmente privatizzata, e quindi bisogna fare affari, non si costruisce una nuova centrale nucleare dal 1978. L’energia nucleare non è convieniente ed è molto pericolosa. Si stima che un kwh prodotto col nucleare costa 6,1 cent di euro, prodotto dal gas costa trai 4 e i 5 cent, dall’olio combustibile 6 cent, dal carbone 7 cent, prodotto dal vento costa 4 cent di euro. Per quanto riguarda la pericolosità invece, contrariamente al comune pensare  il livello al di sotto del quale non c’è rischio per la salute non esiste, perchè una centrale nucleare in condizioni normali di funzionamento produce inquinamento ambientale da radiazioni dovute prevalentemente a emissione  in atmosfera di gas nobili come lo Xeno e il Krypton e in acqua il Trizio  che possono essere assunti dai lavoratori e da chi vive nelle vicinanze. La ICRP (International Commission on Radiological Protection)  la Commissione Internazionale creata nel 1928 che detta le raccomandazioni e le normative in merito,  definisce il significato di dose massima ammissibile non come la dose al di sotto della quale non si corre alcun pericolo, ma come la dose di radiazioni per cui i rischi per la salute umana ( tumori, leucemie, danni genetici ) si ritengono compatibili con i benefici economici. Ciò significa che alla dose massima ammissibile si viene esposti a un certo tasso di rischio e si calcola che ogni 10.000 lavoratori  del settore nucleare ci siano in media 10 morti l’anno dovute alle radiazioni. Per quale motivo sono previste laute compensazioni per le popolazioni locali destinatarie dei reattori se, come dice il ministro e il governo, il nucleare è sicuro e porta solo benefici? Ricordiamoci della fabbrica dell’amianto - ETERNIT- dicevano che dava lavoro e benessere e non dimentichiamo il disastro della ICMESA di Seveso vicino Milano che produceva disserbanti.

Mentre celebrano Craxi

Ma il Parco Nazionale del Gargano ormai non esiste più

Progetti bloccati, studi di fattibilità rimasti tali, centri visita chiusi e abbandonati, agricoltura e zootecnia senza incentivi, ricerca scientifica out, piano del parco arenato, promozione del territorio zero, interventi di ingegneria naturalistica bloccati. E’ l’ istantanea scattata al Parco Nazionale del Gargano 15 anni dopo la sua nascita. Una situazione che è andata peggiorando e che ha raggiunto il picco negli ultimi cinque anni grazie ad una gestione disastrosa. Tutto questo sotto la totale indifferenza delle popolazioni garganiche e degli amministratori, presi più dalle lotte interne nei propri partiti, che dal rilancio del territorio. Ma la notizia è che il parco del Gargano non c’ è più. Nessuna iniziativa, nessuna presa di posizione, nessun progetto per invogliare i giovani a non abbandonare i nostri comuni, niente di niente. Il buio più assoluto.

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