Entro il 15 Febbraio bisogna varare almeno i primi decreti che riguardano i criteri per l’individuazione dei siti, gli oneri per le compensazioni locali e lo statuto dell’agenzia per la sicurezza nucleare come previsto dalla delega al governo varato la scorsa estate. Tutta questa fretta solo per non far decadere la delega e garantire gli amici. Che le centrali saranno costruite con capitale privato è una favola, infatti non è un caso che la spinta più forte al nucleare viene dai paesi dove l’energia gode di finanziamenti pubblici. L’AREVA, la multinazionale Francese, in Canada, sta concludendo una commessa per un reattore al costo di 11 miliardi di dollari, l’ENEL per costruirne 4 in Italia deve mettere in conto almeno 30 o 40 miliardi di euro e siccome l’ENEL questi soldi non li ha, saranno i cittadini a pagare, come già oggi paghiamo 400 milioni di euro sulle bollette per smaltire le scorie delle vecchie centrali che non sono state ancora smaltite. Ci sarà un motivo se negli Stati Uniti, dove la produzione di energia elettrica è totalmente privatizzata, e quindi bisogna fare affari, non si costruisce una nuova centrale nucleare dal 1978. L’energia nucleare non è convieniente ed è molto pericolosa. Si stima che un kwh prodotto col nucleare costa 6,1 cent di euro, prodotto dal gas costa trai 4 e i 5 cent, dall’olio combustibile 6 cent, dal carbone 7 cent, prodotto dal vento costa 4 cent di euro. Per quanto riguarda la pericolosità invece, contrariamente al comune pensare il livello al di sotto del quale non c’è rischio per la salute non esiste, perchè una centrale nucleare in condizioni normali di funzionamento produce inquinamento ambientale da radiazioni dovute prevalentemente a emissione in atmosfera di gas nobili come lo Xeno e il Krypton e in acqua il Trizio che possono essere assunti dai lavoratori e da chi vive nelle vicinanze. La ICRP (International Commission on Radiological Protection) la Commissione Internazionale creata nel 1928 che detta le raccomandazioni e le normative in merito, definisce il significato di dose massima ammissibile non come la dose al di sotto della quale non si corre alcun pericolo, ma come la dose di radiazioni per cui i rischi per la salute umana ( tumori, leucemie, danni genetici ) si ritengono compatibili con i benefici economici. Ciò significa che alla dose massima ammissibile si viene esposti a un certo tasso di rischio e si calcola che ogni 10.000 lavoratori del settore nucleare ci siano in media 10 morti l’anno dovute alle radiazioni. Per quale motivo sono previste laute compensazioni per le popolazioni locali destinatarie dei reattori se, come dice il ministro e il governo, il nucleare è sicuro e porta solo benefici? Ricordiamoci della fabbrica dell’amianto - ETERNIT- dicevano che dava lavoro e benessere e non dimentichiamo il disastro della ICMESA di Seveso vicino Milano che produceva disserbanti.
Progetti bloccati, studi di fattibilità rimasti tali, centri visita chiusi e abbandonati, agricoltura e zootecnia senza incentivi, ricerca scientifica out, piano del parco arenato, promozione del territorio zero, interventi di ingegneria naturalistica bloccati. E’ l’ istantanea scattata al Parco Nazionale del Gargano 15 anni dopo la sua nascita. Una situazione che è andata peggiorando e che ha raggiunto il picco negli ultimi cinque anni grazie ad una gestione disastrosa. Tutto questo sotto la totale indifferenza delle popolazioni garganiche e degli amministratori, presi più dalle lotte interne nei propri partiti, che dal rilancio del territorio. Ma la notizia è che il parco del Gargano non c’ è più. Nessuna iniziativa, nessuna presa di posizione, nessun progetto per invogliare i giovani a non abbandonare i nostri comuni, niente di niente. Il buio più assoluto.
Da qualche giorno su alcuni quotidiani viene riportata la notizia che l’Italia ha circa 22 milioni di dosi di vaccino dell’influenza suina inutilizzati. Risulta anche che l’azienda produttrice del vaccino ha fatto un contratto molto vantaggioso perchè gli sono stati garantiti molti guadagni a fronte di zero responsabilità su eventuali inefficienza o peggio danni che il vaccino prodotto potesse arrecare alle persone che ne facessero uso. Qualche anno fa, ministro della sanità era Storace, scoppiò un’altra epidemia che si chiamava aviaria, anche allora contratto per la fornitura di abbondanti dosi di vaccino, danni per tutta la filiera avicola e poi niente. Prima che si esaurisca il filone del vaccino stanno mettemdo su il filone del nucleare, non si sa mai dovesse finire il terrore dell’influenza e meglio avere pronto il terrore della mancanza di corrente elettrica. Il metodo è ormai collaudato, si comincia a dire che rischiamo di rimaner senza corrente o che la potremmo pagare molto cara o che le aziende rischiano di non essere più competitive sul mercato e altree verità costruite allo scopo e si propone la soluzione : bisogna costruire le centrali nucleari. Quali rischi comporta una centrale nucleare non lo diconono però su Repubblica il 12 Gennaio, Francesco Bottaccioli, presidente onorario della società di psiconeuroendocrinoimmunologia, dice che oltre agli incidenti che possono avvenire all’interno di un reattore il rischio per la salute avviene anche per il continuo rilascio a dosi minime, quasi sempre sotto i minimi regolamentari, di radionuclidi nell’ambiente circostante dai sistemi di raffreddamento dell’impianto (vapore dalle turbine e acqua dai sistemi di raffreddamento). Bottaccioli riporta i dati risultati da uno studio condotto dall’ente governativo tedesco per il controllo della radioattività che ha messo sotto controllo tutte e 16 le centrali elettronucleari funzionanti in Germania. Lo studio mette in evidenza una correlazione tra l’aumento d’incidenza di tumori di tipo leucemico infantile (entro i cinque anni di età) , con la vicinanza residenziale ad una centrale atomica. Uno studio sui rischi che comporta un deposito di scorie radioattive non ne conosco, resta il fatto che in Germania stanno riportando in superficie 126 mila barili di rifiuti radioattivi depositati in una ex miniera di sale ad Asse, in bassa Sassonia a cuasa delle cattive condizioni di conservazione.
Voglio questo titolo per questo breve torrente di parole che mi sgorgano prepotenti, dalla mente, dalle orecchie dalla bocca alle mani che lente compongono la costellazione di pensieri veloci e che devo fare presto ad acchiappare. La lentezza delle mani, le stesse mani che ogni giorno si confrontano con il freddo e l’umido puzzo del vagone regionale che ogni mattina, mai puntuale, mi conduce a Ravenna.
Sento l’urgenza di dichiarare disfatta la mia logica di fronte alla potenza glabra e lattiginosa di ciò che ogni mattina, puntuale come una prescrizione, arriva alle narici ficcandosi dritta per la gola. Costituzione di un popolo che sovrano non sarà mai…Costituzione di un sovrano che fagocita il suo popolo come un Leviatano.
Quella stessa mattina il relitto causò il prurito alla sabbia, fino a quel momento verginea e silicea come il vetro che si produce fondendola. Quella mattina arrivò il relitto decise di fermarsi con il suo carico sconosciuto e con la disperazione di chi forse lo abbandonò. Mi trovo di fronte a questo fatto oggi…mi trovo e ci troviamo a combattere contro la ruggine delle nostre azioni, la beltà serena delle nostre sicurezze racchiuse da una rete plastificata di color arancio. Oggi mi sento l’urgenza di scomporre la mia logica che con tanta fatica ho tentato di abbozzare, come si fa con le sculture lignee, imprimo il sussulto del cambiamento di stato, come in un impercettibile trasformazione termodinamica.
La termodinamica della corrente che quella mattina, la trasporto proprio lì, quella balena color petrolio e puzzolente, di lenzuola fradice lasciate a marcire nella cambusa del cuoco di bordo.
La società è come l’olio bollente che una volta lubrificava i motori del relitto, la società che unge le ruote del suo sovrano, lo fa correre veloce verso i palazzi dove qualche volta, attorno ad un tavolo si può decidere di decidere. Una volta tanto…
Siate attenti ai particolari, quel relitto che oggi è spezzato in due tronconi, mai compiutamente assorbito dal terreno su cui poggia, getta umido e fango nero sul verde dei boschi, sulla meraviglia dei rosmarini che a pochi passi di sabbia si stagliano in quel pezzo stretto di terra che sembra Suez…il relitto che più volte ha cercato di scappare e lasciare il respiro a noi che amiamo buttarci in acqua vestiti.
Il relitto che osanna gli idrocarburi e i polipropileni sarà un qualcosa di tangibile?? Si lo è…è la nostra società quel relitto, è la nostra incapacità di venir via dai fossi in cui con le stesse mani ci cacciamo ogni volta che dobbiamo riprodurci nel governo di noi stessi, delle nostre peggiori manie, del nostro cannibalismo.
Mi chiedo ancora chi ci darà mai la sicurezza di essere liberi dal malcostume, dal compromesso, dall’aspro individualismo…Saremo liberi da noi stessi??
Non so cosa accadrà, non ne ho segno, ne certezza…so solo che dobbiamo avanzare e recuperare posizioni nello scenario di conflitto odierno, senza dimenticarci mai di essere consapevoli di avere il grande ed unico potere di scegliere…
Pubblico un’inchiesta fatta da Angelo Saso, giornalista di Rainews24, su una nostra vecchia conoscenza: la motonave Eden V o, se preferite, Eden Five. Potete vedere l’intera inchista qui: http://www.rainews24.rai.it/it/canale-tv.php?id=17216 oppure su Youtube divisa in tre parti.
P.s.: presto pubblicherò l’ultima visita che abbiamo fatto alla motonave dopo aver saputo che l’area “… è stata messa in sicurezza”.
Stay tuned